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La via femminile all'Hi-Tech

24.01.2020

Enrica e Adriana, con la start up Orange Fiber, ricavano tessuti dagli scarti di mele e arance; Alessia Guarnaccia, con la sua azienda, Pandora, trasforma i rifiuti non riciclabili in materiali da costruzione; Lavinia Sartori, ingegnere, fondatrice di Ri-Legno, sfrutta potenzialità e impieghi del legno in campo edilizio; Elisabetta Foradori, imprenditrice vitivinicola del Trentino, è specializzata nella biodinamica… business originali, ecosostenibili e redditizi, nati dall'innovazione digitale. Tutti cresciuti in Italia, pur tra mille difficoltà, culturali e materiali. Tutti fondati da donne. Molti dei più recenti progressi nel campo dell'Hi-Tech, infatti, sono merito loro.

Le protagoniste di queste piccole imprese hanno applicato al lavoro di team un approccio originale, fatto di pragmatismo, sensibilità e talento nel rendere ogni problema un'opportunità. Soprattutto, con l'impegno e i risultati, hanno acquisito l'autorevolezza sufficiente a farsi rispettare e valere in ambiti poco praticati o tradizionalmente maschili.

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